Le momorie emozionali legate al trauma

Il trauma è una fonte sintomatica di disturbi emotivi. Infatti, distrugge il senso di realtà della persona che lo subisce e la lascia in balia di memorie emotive che, nel tempo, provocano turbamenti e oppressione.

Il disturbo post traumatico da stress deriva proprio da una risposta emozionale disfunzionale.

Un trauma causa un’attivazione del sistema emozionale lasciando impressi nella memoria istanti intensi ed estremamente agghiaccianti.

Lo stress post traumatico è legato al rivivere in modo molto intenso l’esperienza provocata da trauma. I ricordi sono, talvolta, rievocati nella forma di esperienze percettive intense in cui la vista, i suoni, gli odori, l’immagine del sangue, il grido di un’altra vittima, l’odore della polvere da sparo o di alcol nell’alito di chi compie un abuso o, ancora, la sensazione del contatto con la sua barba ispida, sono nuovamente vissuti nel presente. Tali sintomi sono il segno di un’attivazione del sistema emotivo e dell’intrusione di memorie traumatiche che sono entrate a far parte della coscienza.

 

Ricordi, questi, che possono essere innescati da segnali sottili e che divengono i principali sintomi del trauma stesso. Tuttavia, il sistema di allarme emozionale è spesso attivato in modo inappropriato quale conseguenza di un trauma irrisolto. In tal senso il sistema diviene disfunzionale se e quando produce segnali d’allarme inappropriati alla situazione. Il fatto è che tali momenti di estrema attivazione siano impressi fortemente nella memoria emozionale che può operare indipendentemente facendo sì che le reazioni emotive e i ricordi si attivano senza che la coscienza sia attivata.

Ciò provoca una reazione intensa simile a quella verificatasi nell’episodio originario traumatico risultando, così, una reazione disfunzionale. Oltre ai traumi sperimentati in età adulta esperienza di violenza o terrore che lasciano memorie impressionanti, molti ricordi emotivi intensi, di abusi subiti nell’infanzia, risalgono ai primi anni. In questo periodo le capacità simboliche e narrative del bambino non sono ancora pienamente sviluppate e questo fa sì che in esso restino ricordi emozionali molto intensi e non accompagnate dalle parole che potrebbero aiutare a comprendere.

 

Spesso, non poter controllare l’esperienza traumatica o catastrofica fa sì che questa divenga emotivamente schiacciante. Tale vissuto di impotenza, inoltre, gioca un ruolo critico nel sperimentare il disturbo da stress post-traumatico. Pare che, tale situazione, sia implicata nell’alterazione delle risposte di emergenza di lotta e fuga che permette all’organismo lo stato di allerta in situazioni di pericolo.

Tali risposte sono sicuramente adattive, ma in caso di emergenza: nel momento in cui si verificano in risposta ad un trauma subito portano l’individuo ad essere in uno stato costante di emergenza per reagire anche a segnali minori: questo rende la persona estremamente vulnerabile.

I ricordi traumatici divengono, allora, una impasse nel funzionamento della persona poiché interferiscono con l’adattamento, il normale processo di apprendimento e la possibilità di ri-apprendere che può essere al sicuro e che può rispondere in modo più adattivo in situazioni che risultano minacciose solo in maniera lieve.

Durante la terapia può rendersi necessario il trattamento della paura o della reazione emotiva intensa siano riattivate al fine di giungere alla sua rielaborazione in contesto protetto e rassicurante come quello terapeutico. L’esperienza traumatica va simbolizzata e trasformata in forma narrativa per integrarla all’esperienza attuale.

Trasformare in parole tale vissuto doloroso aiuta a portare i ricordi verso il controllo di essi e ad integrarli nel vissuto personale. Rivivendo in terapia tale esperienza con la sicurezza fornita dall’ambiente terapeutico empatico e supportivo, permette di vivere un’esperienza nuova e ri-apprendere che l’esperienza terrorizzante può e deve placarsi perché la persona è, ora, al sicuro.

Con i bambini gli eventi traumatici sono spesso rappresentati nuovamente o elaborati in terapia attraverso il gioco affinché l’esperienza stessa sia simbolizzata, rimemorizzata e sia restituito al bambino il senso di potere.

Chi ha vissuto un trauma ha anche la necessità di imparare a calmare se stesso: questo è possibile quando la persona comprende che i suoi sintomi di iperattività, ipervigilanza, panico sono da attribuire al disturbo da stress post-traumatico e non al fatto che “sta perdendo la testa”.

Tutto questo sarà supportato dalla lotta al senso di impotenza con l’acquisizione del senso di controllo della propria vita.

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