Incidenti stradali e EMDR

Eliminare la paura di guidare di nuovo

 A seguito di un incidente stradale possono emergere difficoltà legate al rimettersi alla guida. Tali difficoltà possono emergere nel periodo immediatamente successivo all’incidente ed essere facilmente attribuite all'evento stesso; oppure, possono emergere anche a distanza di mesi o anni magari sotto forma di attacchi di panico o ansia legata alla guida e difficilmente vengono ricollegati all'incidente avvenuto tempo prima. Anche i bambini possono essere vittime di traumi psicologici legati ad incidenti stradali, persino in età pre-verbale. Bambini che hanno subito incidenti stradali prima dei tre anni di età non ricordano l’evento (la memoria esplicita non si era ancora sviluppata), ma permane in loro una memoria implicita, ovvero non consapevole, e corporea di quanto è accaduto. Il malessere che provano quando salgono in macchina potrebbe essere legato a quell’incidente a cui nessuno aveva mai pensato in precedenza. In tutti questi casi rivolgersi ad uno psicologo con formazione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può essere d’aiuto". 
 Rimettersi alla guida, infatti, spesso fa paura perché si riattiva il ricordo del pericolo, e quindi c’è l’evitamento. Rimane bloccato il ricordo con la sensazione negativa e la persona fa fatica a guidare di nuovo per questo collegamento emotivo che fa. L’EMDR sblocca questo meccanismo e la persona non associa più la guida alla paura.

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EMDR: Eye Movement Desensitization and Reprocessing

(Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari)

I problemi clinici a cui viene in genere applicato l'EMDR dagli psicoterapeuti specializzati in EMDR sono: ansia, attacchi di panico, traumi infantili e traumi in età adulta, abuso sessuale, disturbi ossessivi e alimentari.

 

La terapia EMDR è nata inizialmente per il trattamento dei traumi, sia nei bambini che negli adulti: incidenti stradali, calamità naturali, atti terroristici, aggressioni, stupri, abusi infantili, lutti improvvisi. Nasce inoltre come trattamento di accellenza per la cura dello stress e dell'ansia.

 

Negli ultimi vent'anni l’EMDR si è affermata come trattamento non solo per il disturbo post traumatico da stress, dove sono stati evidenziati i suoi effetti positivi sul  funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, ma anche per altri disturbi, originati dallo stress, che si trasformano in  disturbi fisici (batticuore, tremito, stato di eccitazione nervosa, mal di testa, disturbi alimentari, disturbi dell’apparato genitale, ecc).

 

Gli obiettivi terapeutici vengono raggiunti rapidamente, con cambiamenti visibili che si mantengono nel tempo. In particolare nei casi di traumi l'EMDR riduce molto velocemente i sintomi intrusivi più dolorosi e faticosi da sopportare per la persona, come per esempio il terrore di guidare dopo un grave incidente d'auto.

 

EMDR  è un acronimo per Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari). E’ una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione ritmica destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze passate e a disagi presenti. La stimolazione fisiologica sembra attivare il sistema innato di elaborazione dell’informazione e sembra altresì legato ai meccanismi inerenti l’immagazzinamento della memoria.

 

Il metodo EMDR può accelerare il trattamento di molte patologie e dei problemi di autostima legati ad eventi traumatici passati e a presenti condizioni di vita. Ci sono più studi controllati sull’EMDR che su qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma.  EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente.

 

Dopo le varie fasi di una seduta di EMDR, i ricordi disturbanti precedenti hanno un’alterazione.  L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, le cognizioni del paziente diventano più adattive dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono in intensità. Si sente che veramente il ricordo della esperienza traumatica fa parte del passato. Altri effetti positivi sono molto comuni, come un miglioramento nella prestazione, nell’atteggiamento, nello stato dell’umore e l’auto valutazione.

 

Uno degli studi più rigorosi dal punto di vista scientifico (Wilson, Bechker, Tinker) pubblicato  nel Journal of Consulting and Clinical Psychology (1995, Vol. 63, N° 6, 928-937) ha analizzato 80 soggetti che presentavano disturbi derivanti da un’ampia gamma di traumi (abuso fisico e psicologico, morte di una persona cara, violenza e molestie sessuali,  malattie, fobie e trauma da combattimento). Sono stati assegnati in modo random al gruppo che riceveva il trattamento EMDR o al gruppo di controllo. L’efficacia dell’EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per quelli con Disturbo Post Traumatico da Stress  (il 46%) che per quelli che non avevano tutti i requisiti per questa categoria diagnostica. Gli effetti sono stati mantenuti nel follow up a 90 giorni.

 

 

Incidenti, catastrofi ed altre esperienze traumatiche hanno il potere di sconvolgere la mente dei sopravvissuti, producendo sintomi psicologici, psichiatrici e fisici specifici che compromettono gravemente la capacità di avere relazioni sociali soddisfacenti, di lavorare, di vivere. Queste persone, anche dopo che è trascorso molto tempo dall’evento traumatico, mantengono una sindrome di tipo post traumatico che può permanere anche a distanza di anni. La sindrome post traumatica produce  i seguenti effetti che non erano presenti prima del trauma: allucinazioni,  insonnia,  incubi , attacchi di panico, ansia, iper-vigilanza, batticuore, tremito, stato di eccitazione nervosa, momenti dissociativi, disturbi alimentari, sensazioni di estraniamento dal mondo e depressione.La possibilità che si instauri il disturbo è legata alla gravità dell’evento, al fatto di viverlo  come evento minaccioso per la vita, associato a paura di morte o di perdita della propria integrità fisica, alla sensazione di assoluta impotenza vittima, all’accoglienza che la vittima riceve dalle altre persone.

 

Mente e corpo nella cura dello stress

 

Sovente, persone che soffrono per lo stress, l’ansia o gli attacchi di panico sono più propense a cercare un aiuto nella medicina e solo dopo diversi riscontri dai medici, e magari alcuni tentativi di ricovero ospedaliero, si rassegnano a malincuore a recarsi dallo psicologo. E’ difficile pensare che la mente in qualche modo soffra e mandi dei segnali che producono effetti fisici quali il batticuore, capogiri, mal di stomaco o di pancia, senso di allarme diffuso.

 

Eppure gli scienziati  e i ricercatori che si occupano di neuroscienze  ci hanno mostrato, in questo ultimo decennio, la stretta e continua interdipendenza tra attività psichica e reazioni fisiologiche. Nessuno oggi crede più che la mente e il corpo siano entità separate, che l’essere umano sia costituito da parti autonome tra loro; al contrario è visto come un insieme, corpo e cervello, che si sviluppa integrando i segnali di ogni sua parte assieme a quelli provenienti dall’esterno.

 

Le neuroscienze hanno spiegato anche che i sistemi nervoso, endocrino ed  immunitario costituiscono un sistema di monitoraggio dell’intero organismo, volto a garantirne la  regolazione e ad assicurarne l’equilibrio e l’adattamento all’esterno.

 

L’emisfero destro del cervello, preposto a permettere e consolidare l’attaccamento, regola gli stati corporei ed affettivi, elabora le informazioni socio-emotive, e controlla le funzioni vitali indispensabili alla sopravvivenza che consentono all’organismo di affrontare lo stress.  Gli stressor più gravi sono le relazioni interpersonali disfunzionali e traumatiche ( soprattutto quelle vissute nell’infanzia), le esperienze dolorose, le separazioni, i lutti; oltre a questi, dobbiamo tener presente che tutti gli eventi nuovi  sono, per la mente, fattori stressanti. La capacità di tollerare le novità e di affrontare il dolore mantenendo una regolazione dell’emotività è strettamente legata al funzionamento dell’emisfero destro del cervello. Questo si struttura durante i primi anni di vita del bambino nella relazione di attaccamento soprattutto con la figura materna (o con la persona che si occupa  particolarmente di lui) relazione che influenza positivamente o negativamente la maturazione della struttura cerebrale e, quindi, lo sviluppo psicologico del bambino. In ogni individuo, dalla fase intrauterina, ai primi anni di vita,  fino agli eventi e alle relazioni  significative successivi, mente, corpo e contesto interagiscono nella strutturazione dell’organismo.

 

 

Come si determina il ruolo condizionante e de-strutturante delle situazioni e degli eventi che provocano gravi stress?

 

Il sistema nervoso del bambino modula, attraverso processi emotivi e chimici, la regolazione dell’organismo, per garantirne l’adattamento all’ambiente in cui vive e quando vi è un eccesso di stimolazioni o al contrario una carenza di stimoli  si produce lo stress. Certi segnali (interni ed esterni) vengono trasformati in informazioni particolari per quell’ individuo. Divenuto adulto, quel soggetto può non riuscire a gestire certe esperienze, che per un’altra persona possono essere sopportabili o normali, mentre lui diventano particolarmente stressanti, e impedirgli quindi di attivare quella “auto- regolazione” interna, che sola può garantire di affrontare con serenità le esperienze nuove, difficili, dolorose. Quando lo stress  in relazione a fattori soggettivi ed esterni  è troppo alto, diventa  un carico ed un sovraccarico psicologico e fisiologico che  può  innescare una catena di successive alterazioni nel funzionamento dell’organismo. Il sovraccarico psicologico dovuto allo stress  può produrre sregolazioni emozionali e disturbi di ansia, con successivi rischi per la salute.

 

 

Perché l’EMDR funziona nella cura dello stress?

 

In questi anni l’EMDR si è affermata non solo per il trattamento del disturbo post traumatico da stress, dove sono stati evidenziati i suoi effetti positivi sul  funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, ma anche per altri disturbi, originati dallo stress, che si trasformano in  disturbi fisici (batticuore, tremito, stato di eccitazione nervosa, mal di testa, disturbi alimentari, disturbi dell’apparato genitale, ecc).

 

L’EMDR lavorando sulla stimolazione di entrambi gli emisferi cerebrali, ed utilizzando come punto di partenza per il lavoro terapeutico non soltanto i pensieri e le emozioni ma l’esperienza intera,anche negli aspetti: fisiologici e sensoriali, facilita questo legame tra mente e corpo.  Questa terapia, infatti, offre la possibilità di mettere in rete (sia in senso fisiologico che psicologico: creando  insieme sia una rete di sensazioni che una rete di significati), e di intervenire sui pensieri e sui vissuti ma anche sulle sensazioni fisiche correlate: lo psicoterapeuta chiede sempre al paziente “dove sente il disturbo nel suo corpo?”.

 

Le ricerche scientifiche compiute in questo campo  rivelano che , oltre agli effetti  benefici e rilassanti sul Sistema Nervoso Centrale, l’EMDR è efficace nella cura dello stress e dei disturbi di ansia e di attacchi di panico proprio perché, durante la rielaborazione degli eventi e delle situazioni stressanti,  produce una re-integrazione di tutti gli aspetti psicobiologici correlati per giungere ad una ristrutturazione dell’informazione.

 

La psicoterapia condotta con l’Emdr  parte dai seguenti assunti di base:

 

1. Pensieri, emozioni e reazioni fisiologiche  sono correlati tra loro

 

2. La relazione tra questi elementi incide sulla salute fisica, sul funzionamento del sistema nervoso, sui processi mnemonici, sui comportamenti e sul modo di relazionarsi dell’individuo.

 

3. Reintegrare queste connessioni aiuta la persona a costruire un significato del proprio disturbo d’ansia e quindi ne consente la guarigione. Ricuperare una integrazione mente-corpo perduta è un punto di forza notevole per l’EMDR, poiché il trattamento modifica i parametri fisiologici riducendo nel tempo l’iperattivazione da stress, e arriva ad attenuare e ad eliminare i  sintomi fisiologici prodotti dallo stress.

 

 

 Può servire un trattamento di psicoterapia immediatamente successivo all’evento traumatico?

 

De Jongh, direttore  del Center of Psychotherapy and Psychotrauma a Bilthoven (Olanda) e del D.O.E.N., organizzazione che si occupa  del trattamento del trauma, propone  l'utilizzo dell'EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing,  nella fase acuta dello stress, quella immediatamente successiva al trauma, possa ridurre le possibilità di sviluppare un disturbo post traumatico da stress Diversi studi hanno mostrato che il supporto offerto alle persone durante le immediate conseguenze di un incidente traumatico raramente le protegge dallo sviluppo di stress post-traumatico. Dall'altro lato, l'esperienza clinica suggerisce che attraverso un utilizzo appropriato dell'EMDR, avviene, quasi spontaneamente, un'integrazione delle percezioni degli input sensoriali e delle componenti cognitive dell'esperienza.

 

Il servizio fornito dal D.O.E.N., aiuta i sopravvissuti a incidenti e catastrofi a gestire lo stress causato da incidenti critici, e utilizza l'EMDR con persone che, nel periodo immediatamente successivo al trauma, hanno sviluppato  gravi sintomi e per questo necessitano di un trattamento di "primo aiuto". Solitamente si inizia ad usare l'EMDR quando non ci sono segni di cambiamento o ripresa alcuna entro le prime due settimane. Alcune ricerche cliniche  hanno documentato l'efficacia di un utilizzo rapido dell’EMDR con persone coinvolte nell'attacco terroristico dell'11 settembre.

 

ll background neurofisiologico dell'EMDR

 

E’ noto che i due emisferi cerebrali hanno delle funzioni diverse e complementari a livello psicologico: quello sinistro, che controlla la parte destra del nostro corpo, ha un punto di vista più positivo, più analitico, permette di guardare avanti e di progettare. L’emisfero destro tende ad essere più olistico, ed è sempre in uno stato di all’erta per l’individuazione di pericoli. Quindi, la stimolazione in modo alternata dei 2 lati, che avviene durante l’EMDR potrebbe stimolare simultaneamente la rete positiva del sinistro mentre vengono evocati i contenuti negativi ed ansiogeni del destro.  La memoria normale permette letteralmente di ri-cordare, cioè permette di ri-assemblare le informazioni immagazzinate in indizi situazionali. Un ricordo traumatico invece, è immagazzinato in modo diverso. Infatti, tutte le immagini, suoni e sensazioni legate al momento originale sono immagazzinate nello stesso modo in cui sono state sperimentate ed è per questo che alcune vengono costantemente ri-sperimentate a livello psicologico.

 

Gli eventi traumatici incidono sull’equilibrio, causando un cambiamento patologico  negli elementi neuronali, che mantengono così gli eventi nella loro forma ansiogena originale (Pavlov, 1927). Il fatto che rimangano nella memoria attiva, genera tra le altre cose i pensieri intrusivi, flashbacks e incubi.  Shapiro afferma che i movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica e con le convinzioni dal punto di vista cognitivo ad essa legati restaurano l’equilibrio neuronale, modificando la patologia della rete neuronale e permettendo di  proseguire l’elaborazione dell’informazione fino alla risoluzione. A questo punto si possono veramente aiutare i pazienti ad acquisire e processare nuove informazioni per aumentare il funzionamento adattivo e i nuovi apprendimenti possono avere luogo più facilmente.

 

L’elaborazione dell’informazione consiste nella comunicazione attiva o condivisione di informazioni tra le reti neuronali. La mancanza di elaborazione è l’incapacità delle reti informative di comunicare tra di loro.  Questo fenomeno è strettamente legato al disagio psicologico, ai disturbi comportamentali, cognitivi, dell’affettività e alle relative conseguenze sull’adattamento.

 

Le patologie basate sull’apprendimento sono il risultato di informazioni che vengono mantenute nel sistema nervoso in modo non funzionale dovuto ad una elaborazione incompleta. In modo specifico, durante le sedute di EMDR le informazioni disturbanti e  non adattive (emotività negativa, pensieri irrazionali e immagini intrusive), in genere definite come parte della psicopatologia, vengono risolte e gli eventi traumatici possono essere integrati in modo positivo, con la stessa velocità con cui questi elementi erano stati acquisiti. Questo è molto diverso dalle aspettative terapeutiche dei modelli tradizionali di psicoterapia. In realtà permette al cervello di guarire i suoi problemi psicologici alla stessa velocità che il resto del corpo guarisce dai problemi fisici. L’EMDR  promette di essere la terapia del futuro. 

 

 

La ricerca scientifica sull’EMDR

 

 Attualmente esiste molta evidenza empirica scaturita dalla ricerca condotta con gruppi di controllo, che supportano la validità di questo metodo e nuovo approccio terapeutico.

 

14 studi controllati hanno rivelato l’efficacia dell’EMDR, facendo di lui il metodo che ha avuto più accurata  ricerca scientifica di tutti quelli fatti nel campo del trauma.  I 5 studi più recenti con soggetti che avevano subito violenza sessuale, combattimento in guerra, perdita di una persona cara, incidenti e disastri naturali hanno concluso che il 84-90% di loro con manifestavano più sintomi di stress legati a questo evento dopo soltanto 3 sedute di Eye Movement Desensitization and Reprocessing.  Uno studio recente finanziato dalla fondazione Kaiser Permanente ha rivelato che l’EMDR, se paragonato ai trattamenti più tradizionali è 2 volte più efficace nella metà del tempo. Nel 1995 il Dipartimento 12 - Psicologia Clinica dell’American Psychological Association ha iniziato un progetto per definire fino a che grado questo metodo terapeutico era supportato da evidenze empiriche solide.  I risultati di questo studio hanno rivelato che l’EMDR è efficace nel trattamento del disturbo Post Traumatico da Stress e che ha un indice di efficacia più alto di altri trattamenti.

 

 

Chi fa la terapia EMDR e quanto costa

 

In Synergia Centro Trauma la terapia EMDR è utilizzata dagli psicologi e psicoterapeuti specializzati nell'EMDR. Il costo è quello delle normali sedute di psicoterapia, che varia da un minino di 70 € a un massimo di 100 €.

 

I dati sull'EMDR sopra riportati provengono dal sito dell'EMDR Italia, dove peraltro è possibile trovare l'elenco di tutti i terapeuti che in Italia sono iscritti all'associazione EMDR Italia e dati e luoghi dei corsi di formazione per psicologi che vogliono formarsi per questo tipo di psicoterapia.

Come l’EMDR viene usato nella cura del trauma

 

Negli ultimi 15 anni moltissime ricerche in ambito clinico hanno attestato la validità dell'EMDR nella cura e nella risoluzione del disturbo post traumatico da stress, in una grande varietà di situazioni traumatiche, benché il meccanismo esatto del suo funzionamento sia tuttora oggetto di studio.

 

L’ Emdr viene utilizzato soprattutto per elaborare le esperienze traumatiche o molto stressanti, poiché potenzia le capacità normali della mente di rielaborare i ricordi negativi. Il terapeuta aiuta il paziente individuare una "cognizione positiva", consistente nel pensiero che il paziente vorrebbe pensare di sè mentre accede al trauma (per esempio "Ora sono al sicuro" oppure "Non è stata colpa mia"). Lo psicoterapeuta, nel corso di una seduta svolta con l’Emdr ha un ruolo di facilitatore e lascia il paziente libero di seguire la sua strada emotiva e cognitiva che permette di associare ai ricordi, le sensazioni e le emozioni disturbanti, fino ad arrivare ad una lettura integrata dell’esperienza.

 

Non sempre la persona riesce da sola a trovare una via di uscita dalle emozioni e concezioni negative: il terapeuta in questi casi interviene con propri pensieri, punti di vista sull’oggetto dell’analisi per aiutare la persona a risolvere la sua difficoltà e accelerare il processo di cura.

 

 

 

L’ Emdr nella cura del Disturbo Post-Traumatico da Stress 

 

Dopo aver svolto l'anamnesi, cioè il racconto delle fasi salienti della vita della persona, il terapeuta valuta se si può iniziare il trattamento senza ritraumatizzare il paziente, diversamente lo aiuta a pervenire ad una condizione di sicurezza psicofisiologica, anche usando tecniche di rilassamento, yoga o identificando un luogo sicuro e rasserenante.

 

La raccolta dei dati attinenti all’esperienza traumatica è un momento importantissimo della psicoterapia, volto a evidenziare gli aspetti cognitivi, emotivi, sensoriali del trauma, con una particolare attenzione rivolta alle sensazioni fisiche. Un accesso complessivo (mente e corpo) alla memoria traumatica massimizza la probabilità che abbia effetto l'intervento terapeutico successivo. 

 

La ricerca ha evidenziato come gli effetti psicobiologici dello stress estremo e del trauma vanno inquadrati nell’ambito delle interazioni mente-corpo e della regolazione allo statica del sistema nervoso. 

 

L’efficacia dell’EMDR nella cura del disturbo post traumatico da stress è dovuta in particolare alla sua caratteristica di ricercare ed utilizzare come punto di partenza per il lavoro terapeutico non soltanto i pensieri e le emozioni ma l’esperienza intera,anche negli aspetti fisiologici e relazionali. Pertanto l’elaborazione dell’informazione (e delle conseguenze) legata ad eventi e situazioni. Stressanti e traumatici passa attraverso una re-integrazione di tutti gli aspetti psicobiologici correlati per giungere ad una ristrutturazione. Questo è un punto di forza notevole per l’EMDR. Questa terapia, infatti, mette in rete (sia in senso biologico che psicologico, svelando sia una “rete di sensazioni” che una “rete di significati”), e di intervenire (ricreando e modulando una  processualità) non solo la cognizione e l’emozione ma anche le sensazioni fisiche correlate ( Il terapeuta chiede sempre al paziente “dove sente il disturbo nel suo corpo?”).  Questa “rete” viene mantenuta attiva, monitorata e “lavorata” durante tutto il trattamento, sino alla significativa “scansione corporea”.

 

Durante il processo di rielaborazione il terapeuta si ferma periodicamente, quando percepisce che sia terminato un passaggio del lavoro oppure se il paziente appare essere in stallo, e lo invita  a verbalizzare le sensazioni, emozioni o le connessioni ad altri ricordi. In questo modo il terapeuta riconosce la direzione della rielaborazione in atto e consente la ripresa del processo.

 

Sovente i pazienti affetti dal disturbo post traumatico da stress tendono a dissociarsi e a perdersi nei ricordi terrorizzanti del loro passato, ricreando il trauma pregresso all’interno della psicoterapia. Per riuscire a prevenire ciò, il terapeuta deve mantenersi verbalmente in contatto con il paziente commentando quanto egli vede o sente e ricordandogli che quegli avvenimenti appartengono al passato o aiutandolo a ritornare con la mente nel suo luogo sicuro.

 

Al termine di ogni incontro, il terapeuta aiuta il paziente a tranquillizzarsi riportando l’attenzione nel proprio luogo sicuro, anche per evitare che il paziente rimanga da solo con ricordi traumatici o stressanti non ancora elaborati. 

 

L’inizio di ogni incontro prevede un momento di riflessione comune sia sulla eventuale comparsa di pensieri, emozioni, sensazioni, ricordi, sogni, connessi alla rielaborazione del trauma, sia sull'opportunità di proseguire il lavoro sul  tema dell’incontro precedente.

 

Il lavoro sul trauma che si compie con l’Emdr non è mai solo un lavoro sui ricordi del passato, ma li intreccia inevitabilmente con il riconoscimento delle situazioni presenti che innescano tali ricordi  e sulle situazioni future che potrebbero riattivare i comportamenti disfunzionali connessi alle originarie esperienze traumatiche, in pratica è un lavoro sulla rete mnestica, che connette il passato al presente ed al futuro.

QUALI RISORSE POSSONO ESSERE INSTALLATE IN UNA PERSONA?

 

Quando una persona si reca in psicoterapia il più delle volte si sente bloccata e inadeguata a reagire ad una difficoltà, oppure ha disturbi di ansia,  attacchi di panico, depressione, lamenta che la sofferenza dovuta ai suoi problemi le impedisce di vivere bene. Il primo passo verso la guarigione è l’individuazione delle qualità e le risorse che ognuno ha,  sovente rese invisibili da scarsa autostima o da convinzioni errate.Il tema della “installazione delle risorse” è insito alla struttura dell’Emdr, che aiuta la persona a riconoscere,  per ogni convinzione negativa, una positiva, che in qualche modo rappresenta una via d’uscita dalla sofferenza. L’ installazione precede l’elaborazione del trauma, o all’interno di una psicoterapia per altri problemi, come supporto della personalità. Come si procede? Dopo che la diagnosi è stata formulata e condivisa, e vengono individuate le difficoltà correlate,  lo psicoterapeuta richiama uno o più ricordi positivi, riconnettendoli alla memoria con ancoraggi verbali o somatici. Questo aiuta la persona a percepirsi come portatrice di risorse, oltre che di difficoltà, ad usarle nella vita quotidiana e  ad immaginarle nella vita  futura. Sovente le persone sanno riconoscere al proprio interno alcune risorse, e attraverso una indagine riescono ad individuarle: possono essere capacità possedute nel passato, momenti nei quali si è sentita all’altezza delle situazioni, che vengono richiamate alla mente e rafforzate attraverso la stimolazione bilaterale. Altre sono risorse che la persona può immaginare nel futuro,definito come un punto di arrivo a cui puntare, che funziona per orientare l’azione presente.Infine vi sono le risorse costituite dalle persone che ci circondano e ci possono aiutare, con l’ascolto e un sostegno emotivo,  a superare momenti difficili e le risorse spirituali fornite dall’appartenere ad una fede religiosa o da convinzioni sociali, etiche, filosofiche. Le risorse sono alla base di strategie che ci permettono di tranquillizzarci e di gestire pensieri, emozioni e sensazioni fisiche disturbanti.Una esperienza molto positiva è quella di aiutare la persona a rivivere una scena del passato in un modo diverso, più evoluto, compiendo in qualche modo nell’immaginario un’esperienza correttiva che conclude positivamente un avvenimento penoso o negativo. Ad esempio, evocare una scena in cui la persona si sente appoggiata e compresa dopo un evento traumatico.Un altro modo di migliorare la percezione delle risorse personali e della loro potenza curativa  consiste nel localizzarle all’interno del proprio corpo o in un oggetto transizionale oppure in una metafora che simbolizza aspetti di sicurezza, stabilità, progettualità positiva. Per ognuno di questi esempi, si può dire che la capacità dello psicoterapeuta di installare le risorse è sempre legata alla sua creatività e alla conoscenza intima della persona da curare.

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