Il Disturbo Depressivo

«Se la personalità e la depressione sono costrutti ipotetici, allora per la verifica è vitale il punto di vista del paziente. Credo che si tratti di costrutti ipotetici validi e mi piacerebbe testare un modello di predisposizione. Mi aspetto che la depressione segua la percezione del paziente di essere impotente, intrappolato, bloccato, sopraffatto e senza risorse. Ritengo, inoltre, che la depressione si manifesti con più probabilità quando c’è la percezione della perdita di un oggetto di attaccamento o quando c’è un evento che aumenta l’autocritica.

Alcune personalità sono predisposte ad avere queste percezioni («impotente, solo, cattivo») e sono quindi più inclini a diventare depresse. Altre non sono predisposte in questo modo, ma possono tuttavia diventare depresse se si trovano in situazioni che sono duramente critiche, che fanno sentire sopraffatti o che implicano la perdita di qualcuno o di qualcosa che si ama profondamente.

Le misure di queste predisposizioni all’impotenza, all’autocritica, alla sensibilità per la perdita dell’oggetto possono essere considerate indici di aspetti della «personalità» che sono rilevanti per la depressione. Le risposte affettive depressive, sottolineate dal DSM (perdita di peso, tendenza a piangere, disturbo del sonno, ecc.), possono essere considerate indicatori della «depressione».

Sia la «personalità», sia la «depressione» sono entità o costrutti ipotetici il cui significato va oltre le misurazioni impiegate per definirli. Questa posizione richiede che il ricercatore progetti diversi esperimenti che prevedano un’associazione tra la depressione e le misure dell’impotenza, dell’autocritica o della perdita oggettuale.

 

Una personalità sottomessa – ad esempio – presenterà più episodi di depressione di una personalità dominante. Una personalità sottomessa diventerà ancora più sottomessa in caso di depressione. Una persona autocritica è più vulnerabile alla depressione (l’autocritica è il correlato introiettivo della posizione della sottomissione carica di risentimento). Le persone depresse sono più inclini ad essere autocritiche.

Una personalità dominante, soggetta a stress situazionali che impediscono di dominare, ha più probabilità di avere un episodio di depressione. Una personalità dominante, che ha successo nel mantenere il dominio per il ruolo sociale e le circostanze, ha meno probabilità di avere un episodio depressivo.

Le persone sensibili alla perdita dell’oggetto sono più inclini a percepire il rifiuto e a diventare depresse per questo. Se presente, il distacco sociale è una reazione alla condizione depressiva piuttosto che un indicatore della predisposizione.

Le persone sensibili alla perdita dell’oggetto sono più inclini a percepire il rifiuto e a diventare depresse per questo. Se presente, il distacco sociale è una reazione alla condizione depressiva piuttosto che un indicatore della predisposizione.

Le persone con Disturbo di Personalità Dipendente e con disturbi di personalità isterica e passiva aggressiva sono più inclini a diventare depresse perché condividono il tratto della dipendenza. Anche le persone con Disturbo di Personalità Borderline sono inclini a diventare depresse per la perdita dell’oggetto.

Le persone con Disturbo di Personalità Evitante sono vulnerabili alla depressione a causa della loro tendenza a sentirsi rifiutate e ad essere autocritiche. Le persone con un Disturbo di Personalità Narcisistico o Ossessivo-compulsivo sono vulnerabili alla depressione perché sno facilmente ridotte all’autocritica se non sono in controllo e «perfette».

Al contrario, gli individui con Disturbi di Personalità Paranoide, Antisociale e Schizoide sono resistenti alla depressione.

Il motivo è che si trovano a loro agio con l’autonomia e così non sono sensibili al rifiuto e nemmeno dipendenti. Non sono nemmeno autocritici.

Una persona può sentirsi impotente o abbandonata per predisposizione, per la reazione a circostanze esterne insostenibili o per qualche interazione tra questi due elementi. La predisposizione può essere determinata dalla genetica, dall’esperienza o da entrambe le cose. Per separare la versione del «cervello danneggiato» da quella «programmata ambientalmente» del modello della predisposizione, bisognerebbe attuare un’analisi sequenziale molto attenta dello sviluppo della prospettiva che una persona ha di sé e dell’ambiente».

(Benjiamin, 1993).

La «febbre» della depressione può essere provocata da una qualsiasi di queste situazioni, data la giusta combinazione di temperamento e di circostanze di vita. Questo spiega perché di Disturbi di personalità peggiorano la prognosi della depressione. Le predisposizioni all’impotenza, all’autocritica e alla sensibilità per la perdita dell’oggetto sono caratteristiche di alcuni disturbi di personalità. Gli individui che hanno questi orientamenti depressivi, come parte di un disturbo di personalità, necessariamente saranno vulnerabili alla depressione.

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti