I disturbi connessi ad eventi stressanti

Per trattare tali disturbi è richiesto al clinico l’ascolto di storie talvolta alquanto sconvolgenti e, nel contempo, il supporto e il sostegno di capacità di coping nei loro pazienti, nel momento in cui iniziano il loro percorso terapeutico. Il fine ultimo di questo è fronteggiare le ripercussioni degli eventi traumatici cui sono stati esposti, sopportare emotivamente l’evento e conoscere la strada utile per giungere al cambiamento adattivo.

 

In tale sento il focus del trattamento è, dunque, centrato sui disturbi causati dagli eventi stressanti che le persone possono vivere nella loro esistenza: esperienze di perdita, traumi e terrore. I sintomi facilmente riscontrabili includono emozioni dolorose e intense, immagini e idee intrusive, comportamenti di evitamento disadattivo e torpore emozionale.

Negare le emozioni e idee intrusive caratterizzano tali disturbi e spostano la persona dal suo normale equilibrio cosciente. Il comportamento di evitamento è alquanto frequente e, per tale ragione, diviene necessario dare estrema importanza e attenzione alle strategie difensive e alle resistenze al trattamento agite dai pazienti.

L’approccio terapeutico integrato è quello maggiormente indicato poiché combina la comprensione psicodinamica del controllo emotivo con utili tecniche di trattamento cognitivo-comportamentale e interpersonale in associazione – qualora serva – al trattamento farmacologico.

L’approccio integrato considera principalmente tre aree dell’attività mentale: i processi che attivano le emozioni, in particolare quelli inerenti la paura e lo stato di allarme; l’attivazione di pensieri coscienti e l’elaborazione di informazioni, poiché credenze disfunzionali sono spesso usate per spiegare i motivi per i quali la persona è stata colpita da un evento sì angoscioso. Credenze disfunzionali che conducono a comportamenti maladattivi che tendono a ripetersi e che vanno chiariti e corretti; la terza attività mentale considerata è quella che riguarda l’auto-organizzazione e il sentimento di affiliazione: gli schemi disadattivi attivati in tali circostanze riguardano anche la sfera relazionale e possono incidere sul funzionamento sociale a causa di possibili cambiamenti nell’identità e nelle relazioni conseguenti ad eventi stressanti e alle nuove realtà che questi creano.

RISPOSTE EMOTIVE

Le reazioni emozionali maggiormente considerate e frequenti sono:

  •       Senso di torpore presente quando i sintomi di diniego, predominano;
  •       Emozioni dolorose che vanno insieme ad altri sintomi intrusivi come la rievocazione vivida ed immagini traumatiche.

Il torpore emotivo non riguarda solo l’assenza di emozioni ma anche il sentirsi distante, bloccato, soffocato: la persona, infatti, può sentirsi come fosse circondato da materiale isolante. L’ottundimento emotivo può portare all’alterazione di modelli di interazione coi familiari, amici, colleghi di lavoro che costituiscono i principali sistemi di supporto. Questi, per contro, possono sentirsi offesi da tali cambiamenti e arrivare a ritirarsi, riducendo al minimo il sostegno soprattutto nel momento in cui la persona ne ha maggiormente bisogno.

Il paziente, inoltre, può aumentare la sua attività di fuga per attutire l’emotività e, dunque, la sofferenza. Attività che possono riguardare: eccessivo impegno lavorativo, sportivo, nell’attività sessuale. Coinvolgersi costantemente in queste attività intralcia i canali emotivi e cognitivi affinché le idee e le emozioni legate all’evento stressante, siano frenate. A tal fine può anche esservi il ricorso all’uso di sostanze come droghe, alcol, nicotina al fine di reprimere l’intrusione di pensieri ed idee dolorose e disconoscere l’evento col torpore emotivo.

All’opposto, può esservi una costante presenza di emozioni dolorose che si manifesta con picchi d’angoscia insopportabile: la persona impara, così, che a tali picchi farà seguito la riduzione del dolore rendendo in tal modo sopportabile il momento e sopravvivere ad esso.

Le emozioni intrusive riguardano la riattualizzazione dell’evento stressante e le risposte fantasticate. Ripetizioni compulsive che possono consistere in azioni o in ricordi coscienti. La ripetizione può altresì andare dal rivivere una parte dell’evento, al rivivere tutta l’esperienza come se si stesse verificando nuovamente nel presente.

Gli stati emotivi intrusivi hanno origine nell’associazione che è fatta tra le emozioni di allarme e altri temi, sempre legati all’evento. Tramite la sovra generalizzazione, situazioni neutre sono viziate da paura, rabbia, tristezza che, in caso di reazioni patologiche, generano allarme permanente o intermittente.

RISPOSTE COGNITIVE

Nelle fasi di diniego può verificarsi il disconoscimento del significato dell’evento stressante, la riduzione dei pensieri, l’evitamento di luoghi, ricordi, attività legate al trauma.

Talvolta, subentra il tentativo – forzato – di condurre la vita in base alla consuetudine che ha in sé un aspetto soggettivo alterato: il paziente, infatti, pensa agli stessi argomenti importanti prima dell’evento, ma si sente come un automa, come se qualcuno che segue modelli abituali di vita ora inappropriati.

Capita anche che il soggetto associ stimoli o temi inerenti l’evento stressante e inneschi ricordi ripetitivi o rimuginii sull’evento stesso. In tal modo, il tema stressante diviene difficile da dissolvere o elaborare per arrivare ad accettarlo e risolverlo. La persona può essere consapevole di questo e può, nel contempo, sentirsi inadeguata ad affrontare la sua situazione.

RISPOSTE AUTO-RELAZIONALI

Gli eventi stressanti entrano a far parte della vita delle persone con stimoli che finiscono drasticamente in conflitto coi loro schemi interni. Può accadere che una persona si aspetta che un arto, un occhio, un organo del corpo siano sempre presenti e siano parte della propria immagine di sé. Nel momento in cui perde una parte del suo corpo o subisce un’amputazione, il mondo che fino ad allora era percepito sicuro, si trasforma in un luogo di terrore.

Inevitabilmente il conflitto tra la nuova realtà e il modello interno della persona influisce negativamente sull’identità della persona stessa e sul suo senso di affiliazione: tutto questo, inoltre, persiste fino a che non si modificheranno gli schemi interni in modo conforme alla nuova realtà che non può essere modificata.

Fino ad allora, la persona può sperimentare diffusione di identità o cambiamenti caotici nella percezione cosciente della sua personalità; depersonalizzazione; de realizzazione; dissociazione; sentimento d’essere completamente abbandonato dagli altri.

OBIETTIVI DELLA PSICOTERAPIA

Scopo della terapia è aiutare la persona a raggiungere l’equilibrio emotivo adattivo e funzionale, a elaborare il significato dell’evento stressante, a schematizzare nuovamente la sua identità e le sue relazioni.

Inizialmente, è necessario far sì che il paziente non sia emotivamente impoverito e sopraffatto, giungendo a ritrovare il senso di sicurezza utile a utilizzare le sue capacità di prendere decisioni; adottare strategie di coping adattivo e fare progetti per il suo futuro. Per tale ragione è bene focalizzarsi sul ristabilire il concetto realistico di sé che sia stabile, coerente, competente e utile sia nel lavoro, così come nel contesto sociale, nella famiglia e nel funzionamento personale e interpersonale.

Tali obiettivi includono anche programmi finalizzati alla protezione della persona da pericoli come eventuali incidenti stradali causati da disattenzione e da tempi di reazione rallentati; da decisioni inappropriate prese in base a false credenze o ripetizioni compulsive; da stigmatizzazione sociale come conseguenza della perdita, del danno, della colpevolezza o vittimizzazione; da demoralizzazione o suicidio dovuto al senso di identità danneggiato e alla momentanea incapacità di attribuire reali significati agli eventi; da alterazione della chemio fisiologia per il prolungato rilascio degli ormoni dello stress, per l’affaticamento, l’abuso di sostanze o l’uso eccessivo di farmaci.

È bene che il terapeuta, a tale scopo, abbia e segua delle precise linee guida uliti alla comparsa dei sintomi in seguito ad un evento stressante recente e grave. In tal caso, la diagnosi del disturbo include il disturbo acuto da stress, il disturbo post-traumatico da stress, il disturbo dell’adattamento, il disturbo depressivo maggiore, il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo da lutto complicato.