Disturbi Alimentari

I disturbi alimentari sono una forma di disagio psicologico che si esprime attraverso un’alterazione del rapporto con il cibo.

Anoressia e Bulimia sono le più diffuse, soprattutto tra le giovani donne.

A queste vanno aggiunte l’Obesità ed il Binge Eating Disorder, o Disturbo da Alimentazione Incontrollata, che insorgono più frequentemente dopo i 25 anni.

 

I disturbi alimentari hanno origine multifattoriale e coinvolgono vicende relazionali, personali e familiari specifiche; possono rivelare una sofferenza psichica grave, oppure indicare una difficoltà ad affrontare una fase di crescita, soprattutto in adolescenza.

L’insorgenza dei disturbi alimentari è spesso legata allo stress provocato da un evento quale l’integrazione in una nuova scuola, la mancanza di indipendenza o l’insorgenza di serie problematiche nell’ambiente familiare.

Un intervento tempestivo sul significato del sintomo alimentare nel contesto evolutivo e relazionale può impedire la cronicizzazione del sintomo e delle dinamiche conflittuali patologiche tra genitori e figli che ne derivano.

I disturbi alimentari, infatti, chiamano prepotentemente in causa la famiglia ed i suoi equilibri emotivi e relazionali; per questo è opportuno coinvolgere l’intero nucleo nell'intervento terapeutico.

La mortalità di questi disturbi (in particolar modo nel caso dell’anoressia nervosa e della bulimia nervosa) è estremamente elevata, se non presa per tempo e con la giusta terapia: tra il 5% ed il 18% nel caso dell'anoressia ed intorno all’8% nel caso della bulimia.

I Disturbi dell'alimentazione implicano atteggiamenti distorti e autocritici sul peso, sul cibo e sull'immagine corporea. Le persone che soffrono di un disturbo alimentare attuano comportamenti estremamente problematici come seguire diete rigide, abbuffarsi in segreto, vomitare dopo i pasti, calcolare le calorie in modo ossessivo per gestire emozioni fastidiose o dolorose. Restringere l'apporto calorico per esempio viene usato per avere l'illusione del controllo.

Abbuffarsi o mangiare in eccesso sembra alleviare temporaneamente la tristezza, la rabbia e la solitudine. Eliminare il cibo (con purganti o con il vomito) è il comportamento utilizzato per combattere la sensazione di disgusto e disperazione. Con il passare del tempo, chi ha un disturbo alimentare perde la capacità di vedersi in modo obiettivo e le ossessioni sul cibo e sul peso cominciano a dominare ogni aspetto della propria vita.

© Dott.ssa Donatella Ghisu                                        

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