DEFINIZIONE DI ABUSO SESSUALE

L’abuso sessuale avviene tra un bambino e un adulto o un altro bambino di maggiore età e scaturisce da un contatto sessuale o da un’interazione per stimolazione sessuale o gratificazione dell’adulto o del bambino di maggiore età (un genitore o la persona che lo ha in carico e che lo deve proteggere).

L’abuso sessuale è una delle forme di abuso del bambino che deve essere denunciato ai servizi statali di protezione infantile. Se l’esecutore dell’abuso non è la persona responsabile del minore, l’attività sessuale è considerata aggressione sessuale e non ricade ella categoria dei comportamenti da segnalare ai servizi di protezione dello stato, ma va denunciata alle forze dell’ordine per i reati sessuali.

Il violentatore sessuale spesso persegue tale pratica come una professione e abuserà di molti bambini nel corso del tempo.

Gli effetti a lungo termine dell’abuso sessuale non sono noti completamente. Alcuni bambini paiono soffrire di problemi psicologici duraturi, altri riescono a farvi fronte con efficacia. L’abuso sessuale intrafamiliare è, talvolta, trasmesso di generazione in generazione.

ATTI DI ABUSO O DI AGGRESSIONE

Gli atti di abuso o di aggressione vanno dal rapporto sessuale, sodomia o penetrazione anale, contatto bocca-genitali, carezze, masturbazione, penetrazione con le dita o manipolazione, fino all’esibizione. Gli atti possono essere reciproci o da parte di uno solo.

L’atto di mettersi in mostra è il più difficile da definire. Alcune famiglie sono a proprio agio rispetto alla nudità dentro le mura domestiche e i componenti condividono bagni e camere da letto o vivono in piccoli alloggi ove la privacy è un premio.

L’esibizionismo diviene violenza sessuale nel momento in cui la persona che si mostra è sessualmente stimolata dall’evento e lo fa in modo specifico per quello scopo.

ABUSO SESSUALE: CLASSIFICAZIONE

Gli atti di abuso sessuale possono essere di tre categorie: aggressione, incesto e sfruttamento.

Aggressione e incesto si spiegano da soli, mentre lo sfruttamento comprende la prostituzione e la pornografia.

Aggressione

L’abusante è di solito maschio. La violenza sessuale è, in genere, un evento unico ove l’aggressore si impone sul bambino. Se quest’ultimo è visitato entro breve tempo dall’abuso, si trova un’evidenza fisica del trauma: lacerazioni, sangue e violenza.

In casi di aggressione, il minore è in grandissimo pericolo poiché il molestatore è spesso emotivamente instabile. Occorre assicurarsi che il piccolo sia protetto e non si trovi nuovamente in situazioni simili a quelle in cui ebbe luogo l’abuso e l’aggressore stesso non deve avere accesso al bambino.

Incesto

È come un rapporto sessuale tra persone strettamente imparentate che, per legge, non possono sposarsi. La violenza incestuosa ha, di solito, luogo per lunghi periodi di tempo e spesso implica un condizionamento dell’abusato.

L’abusante è, sovente, maschio, ma possono esservi anche autori di sesso femminile che sono riconosciuti in misura minore rispetto alla realtà. L’abusante non necessariamente è un parente della vittima: può infatti trattarsi di un patrigno, un amante che in genere ricopre il ruolo del padre o bada alla famiglia. Sebbene la classica relazione incestuosa riguardi padre e figlia, altri legami incestuosi si hanno tra il fratello più vecchio e la/il nipote.

È comune la mancanza di evidenti traumi o ferite. La bambina, solitamente, non rivela gli eventi incestuosi fino a che la violenza non è continuata per anni, da quando era piccola per proseguire in situazione di condizionamento e manipolazione per tanti anni, al fine di accettare tale situazione come modo di vivere.

Parecchi bambini della famiglia sono coinvolti nella violenza.

Difficile accertare se la bambina e l’aggressore vadano separati in corso di terapia o dell’indagine. La bambina può anche rimanere in famiglia ed evitare di essere biasimata o di incolparsi per la disintegrazione della famiglia stessa. La vittima e il violentatore vanno sottoposti, comunque, a consultazione. Capita spesso che la vittima si ritrovi a far fronte all’alienazione, al rifiuto, all’ostilità da parte della madre, del padre, dei fratelli e arrivare a negare di aver subito l’abuso attraverso la ritrattazione della sua rivelazione.

Se l’autore non ammette l’abuso va assolutamente allontanato da casa sì da non influenzare la bambina e convincerla a ritrattare le sue rivelazioni e permettere la continuazione dell’abuso.

Se l’altro genitore non accetta che la bambina abbia subito l’abuso, va allontanata da casa per far sì che non influenzi la bambina a cambiare idea e a negare la verità.

Sfruttamento

Comprende la prostituzione e la pornografia e coinvolge un gruppo di partecipanti. Può avvenire entro o fuori dalla famiglia e coinvolgere parecchi adulti e bambini non legati da vincoli di parentela. In tal caso si parla di catena sessuale.

Se si verifica nella famiglia, può essere coinvolta l’intera famiglia (padre, madre, bambini): in tal caso i bambini vanno allontanati e protetti.

Si tratta di una situazione patologica in cui entrambi i genitori sono sessualmente coinvolti con bambini nella prostituzione e nella pornografia. I bambini sfruttati hanno bisogno di interventi decisi e di aiuto psicologico.