Perchè la terapia?

    Se ognuno è responsabile del proprio comportamento, a che serve allora lavorare con un terapeuta? Un modo di rispondere a questa domanda è nei termini della svalutazione e dei sistemi di riferimento.

    Noi tutti abbiamo un qualche investimento nel cancellare alcuni aspetti della realtà che minaccerebbero il quadro del mondo che abbiamo costruito nell'infanzia. Ogniqualvolta nell'età adulta entro nel copione svaluterò per difendere il mio quadro di riferimento. Se devo risolvere dei problemi e cambiare efficacemente, devo diventare consapevole degli aspetti della realtà che sinora ho svalutato.

   Ma qui viene il problema. Per il fatto stesso che le sto svalutando, queste caratteristiche della realtà sono per me delle "aree grigie". Può darsi che riesca a individuare e correggere la mia svalutazione attraverso gli sforzi del mio Adulto. L'insieme degli strumenti analitici nell'Analisi Transazionale può aiutarmi molto in questo.

   Tuttavia è probabile che ci siano alcune parti del mio sistema di riferimento che nel Bambino considero particolarmente importanti per la mia sopravvivenza. Sono quellle parti che difenderò con particolare nergia. Lo farò al di fuori della mia consapevolezza mantenendo delle aree grigie in qualsiasi percezione della realtà che potrebbe mettere in crisi queste svalutazioni cruciali. Per cambiare in questi campi ho bisogno di un input da un'altra persona che on abbia le mie stesse aree grigie.

    Gli amici e i familiari probabilmente non sono la fonte migliore per questo input. Le famiglie tipicamente hanno delle aree grigie che tutti i membri sono abituati a condividere. Inoltre è probabile che io scelga i miei amici e il mio coniuge o partner proprio perché hanno delle aree grigie in comune con le mie. Uno degli scopi del lavorare col terapeuta, o di unirsi a un gruppo in terapia, è che questo mi fornisce una fonte di feedback che non è soggetta alle mie stesse aree grigie.

     Se passo a utilizzare questo feedback e comincio ad alterare il mio sistema di riferimento è probabile che nel Bambino cominci a sentirmi spaventato. Per effettuare il cambiamento può darsi che abbia bisogno di sostegno e protezione. Posso trarre anche beneficio da un ulteriore confronto, via via che al di fuori della mia consapevolezza ricorro a tattiche di diversione d'ogni tipo per difendermi dal cambiamento. Troverò più facile effettuare il cambiamento e ottenere che sia permanente se ottengo carezze e incoraggiamento dagli altri. Tutti questi benefici posso ottenerli dal lavorare con un terapeuta o un gruppo.

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Obiettivi del cambiamento in Analisi Transazionale

A quale esito finale devono mirare gli obiettivi contrattuali in psicoterapia e, dunque, nel processo di cambiamento?

In che modo paziente e terapeuta sanno quando il loro lavoro congiunto è terminato?

 

Berne, creatore dell'AT, parla di autonomia affermando che "l'autonomia si conquista quando si liberano o si ricuperano tre capacità: consapevolezza, spontaneità, intimità".

 

La consapevolezza è la capacità di vedere, sentire, provare la sensazione, il gusto e l'odoroe delle cose in quanto pure impressioni dei sensi, nel modo in cui lo fa un neonato. La persona consapevole non interpreta né filtra l'esperienza del mondo per adeguarla a qualche definizione del Genitore. E' in contatto con le sue sensazioni corporee oltreché con gli stimoli esterni.

Quando cresciamo la maggior parte di noi è sistematicamente addestrata ad attuitire la propria consapevolezza. Impariamo invece a devolvere energia nel nominare le cose e criticare i risultati nostri e degli altri. Per esempio: immaginatre che io sia un concerto. Mentre il musicista suona posso essere preso da un dialogo interno "Questo è stato scritto nel 1856, vero? Hm, il ritmo è troppo veloce. Mi chiedo, quando finirà? Devo andare a letto presto stasera, ho molto lavoro domani...".

Se mi permetto di divenire consapevole, spengo questa voce dentro di me. Esperisco semplicemente il suono della musica e le mie risposte somatiche a essa.

 

La spontaneità è la capacità di scegliere da tutta una gamma di emozioni in termini di sensazioni, pensieri e comportamenti. Proprio come la persona consapevole esperisce il mondo, allo stesso modo la persona spontanea reagisce al mondo, in modo diretto, senza cancellare parti della realtà o reinterpretarle in modo che si adeguino alle definizioni del Genitore.

La spontaneità implica che la persona possa reagire liberamente a partire da uno qualsiasi dei suoi tre stati dell'Io [Genitore, Adulto, Bambino]. Può pensare, sentire o comportarsi da persona adult utilizzando il suo stato dell'Io Adulto. Se lo vuole può andare nel Bambino e ritornare in contatto con la creatività, il potere intuitivo e l'intensità delle sensazioni che possedeva nella propria infanzia. Oppure può reagire da Genitore riproponendo le emozioni e il comportamento che ha appresi dai genitori o figure genitoriali. Quale che sia lo stato dell'Io che utilizza, sceglierà la sua risposta liberamente in modo che si adatti alla sua situazione attuale senza adeguarsi a comando genitoriali sorpassati.

 

L'intimità è un'aperta condivisione di emozioni tra voi e un'altra persona. Le emozioni espresse sono autentiche, cosicché l'intimità esclude la possibilità di racketeering [modalità di transazione in cui la persona cerca carezze dagli altri per le proprie emozioni parassite, quali emozioni inautentiche imparate e incoraggiate nell'infanzia ed esperita nelle situazioni di stress e inadatta come mezzo adulto di risoluzione dei problemi] o di effettuare dei giochi. Quando la persona è in intimità è  probabile che passi nel Bambino libero, dopo essersi garantita un setting sicuro con la stipulazione di contratti dell'Adulto e la protezione del Genitore.

 


Liberarsi dal copione

Benché non sia stato detto esplicitamente da Berne, egli sottintese che l'autonomia equivale alla libertà dal copione. La maggior parte degli autori dell'AT dopo Berne, equipara le due idee. Così una definizione di autonomia può essere: un comportamento, un pensiero, un'emozione che è una risposta alla realtà qui-e-ora più che una risposta a convinzioni di copione.

Ci si potrebbe chiedere: "Ma lo stato dell'Io Adulto on è definito come l'insieme di comportamenti, pensieri ed emozioni che sono una risposta diretta al qui-e-ora? Così essere autonomo significa essere sempre nell'Adulto?".

La risposta è: "No".

La persona spontanea può talvota scegliere di rispondere al qui-e-ora, spostantdosi negli stati dell'Io Bambino o Genitore. Nell'autonomia questa scelta è essa stessa effettuata in modo libero in risposta alla situazione presente. All'opposto quando una persona è nel copione cambierà stato dell'Io in risposta alle proprie autolimitanti decisioni inantili circa il mondo, le sue convinzioni di copione.

L'autonomia offre sempre più opzioni del copione. Dapprima l'intimità può ben sembrare meno agevole dell'effettuare dei giochi o del racketeering, perchè l'intimità è meno prevedibile. Tuttavia la scelta di uno stato dell'Io autonomo diventa più facile con la pratica. Può divenire così fluida e naturale che è quasi come se lo stato dell'Io Adulto di una persona avesse incorporate delle caratteristiche del Bambino positivo e del Genitore positivo.

Per trasmettere quest'ideal Berne propone il termine di Adulto integrato.

Problem-solving

Con gli Schiff, possiamo dire che la persona autonoma si dà al problem-solving invece che alla passività.

Qui problem-solving non significa solo pensare a come elaborare la soluzione di un problema. Significa anche intraprendere un'azione effettiva per portare in essere la soluzione. Quando una persona sta risolvendo un porblema percepisce adeguatamente e reagisce alla realtà. Questo significa non svalutare né ridefinire, e a sua volta significa che questa persona è libera.

Per il lavoro di AT nei setting organizzativi, educativi o di altro tipo al di fuori  della terapia, può essere particolarmente adeguato istituire come obiettivo al cambiamento un'efficace capacità di problem-solving, invece dell'autonomia o della libertà dal copione. In questi setting la svalutazione e i problemi irrisolti possono spesso nascere perché le persone sono male informate piuttosto che perchè sono nel copione. Così il terapeuta deve incentrare l'attenzione non sul lavoro sul copione, ma sullo scambio d'informazioni e sull'elaborazione di modi efficaci perché le persone possano agire sulla base di quelle informazioni.

Concezioni di guarigione

Ciò che Berne aveva particolarmente a cuore e che coincide con ciò che noi Analisti Transazionali curiamo, è la guarigione.

Compito del terapeuta di AT è guarire la persona e non semplicemente "aiutarlo a fare progressi".

Berne utilizza, a tale scopo, la metafora dei ranocchi e dei principi per sottolineare il concetto di guarigione (in "Principi di terapia di gruppo"). Guarire significa togliersi la pelle del ranocchio e riprendere lo sviluppo interrotto di principe o di principessa, mente "fare progressi" significa diventare un ranocchio più a proprio agio. In Ciao!... E poi? descrive la guarigione come un uscire dal copione e "metter su un nuovo spettacolo.

La guarigione consiste nell'imparare progressivamente nuove scelte e, raramente, è un evento che si verifica una volta per tutte. Molto più spesso comporta, invece, l'imparare aa esercitare nuove scelte.

Ogniqualvolta una persona effettua un cambiamento significativo nel proprio copione, prova di solito un'ebrezza naturale per poche settimane e mesi. Poi, dopo un po', spesso ritorna a usare il vecchio comportamento. E' come se  una parte di essa volesse vedere se c'è ancora qualcosa di buono nel vecchio comportamento. La differenza è che si rende conto di dov'è e non ci rimane molto a lungo. Il vecchio comportamento non è più soddisfacente come una volta.

Ora la persona ha nuove opzioni, cosicché ne esce più rapidamente. Ben presto non esercita più nessun richiamo e la persona lo abbandona del tutto.

Autobiografia in cinque brevi capitoli

I

Cammino per la strada.

       C'è una profonda buca nel marciapiede.

       Ci cado.

       Sono persa... Sono impotente.

       Non è colpa mia.

Ci vorrà un'eternità per trovare come uscirne.

 

II

Cammino per la stessa strada.

      C'è una profonda buca nel marciapiede.

      Fingo di non vederla.

      Ci ricado.

Non riesco a credere di essere in quello stesso posto.

      Ma non è colpa mia.

Ci vuole ancora molto tempo per uscirne.

 

III

Cammino per la strada.

      C'è una profonda buca nel marciapiede.

      Vedo che c'è.

      Ci cado ancora...è un'abitudine.

I miei occhi sono aperti.

So dove sono.

     E' colpa mia.

Ne esco immediatamente.

 

IV

Cammino per la strada.

      C'è una profonda buca nel marciapiede.

      La aggiro.

 

V

Cammino per un'altra strada.

 

 

- Portia Nelson -

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APPROCCIO

   Approccio

 

                               

LA MIA IDEA DI RAPPORTO TERAPEUTICO 

Se voi siete un cliente e io la vostra psicoterapeuta:

 

Metodo contrattuale

Ci assumiamo la responsabilità congiunta di raggiungere un obiettivo comune: il vostro benessere e la vostra autonomia. Entrambi partecipiamo al processo di cambiamento. Entrambi abbiamo dei compiti. Ecco perché stipuliamo un contratto: un’assunzione di responsabilità da parte di entrambi.

Rapporto Paritario

Il termine “cliente” al posto di quello di “paziente” sottolinea il concetto di parità di valore e responsabilità. Non c’è quindi una persona “impotente/inferiore” che in maniera del tutto passiva si affida ad un esperto “potente/superiore”. Ci sono due persone (terapeuta e cliente) di pari valore che fanno insieme un percorso di crescita.

Comunicazione aperta

Nel corso del nostro lavoro insieme disporrete di tutte le informazioni necessarie sui processi in atto. Userò un linguaggio non tecnico affinché voi possiate capire esattamente ciò che stiamo facendo. Vi insegnerò i concetti e gli strumenti dell’analisi transazionale in modo tale che anche voi possiate usarli.

Autenticità, considerazione positiva e incondizionata, empatia

In quanto terapeuta non mi nasconderò dietro una facciata professionale, esprimerò pensieri e sentimenti in maniera informale e schietta, fornendovi un modello di ciò che potrete diventare mettendovi in contatto con i vostri sentimenti, esprimendoli e assumendovene la responsabilità. La mia posizione verso di voi sarà fondata su un rispetto profondo per quello che siete, per il vostro impegno nello sforzo di crescere e migliorare, anche quando non approverò il vostro comportamento. Ascolterò voi, momento per momento, per comprendere i sentimenti dal vostro personale punto di vista fenomenologico, sia quello di cui siete ben consci, sia da prospettive di cui potreste essere ancora solo confusamente consapevoli.

Consapevolezza

E’ necessario concentrare l’attenzione non sugli eventi che esperite ma sul modo in cui li esperite (sui significati personali), perché il mondo fenomenologico di ogni persona è la determinante principale del suo comportamento ed è ciò che la rende unica. Come terapeuta avrò il compito di facilitare il vostro processo di crescita ripristinando l’autoconsapevolezza di pensieri, emozioni, bisogni, azioni, capacità e responsabilità.

 

Responsabilità

Se siete miei clienti sarete responsabili del vostro cambiamento, che potrete attuare non solo nel momento in cui sarete in terapia ma anche al di fuori di essa, nel caso si presentino problemi in futuro. In quanto terapeuta non devo cercare di manipolare gli eventi per conto vostro, piuttosto devo creare le condizioni in grado di facilitare un processo decisionale autonomo da parte vostra. Se agissi al posto vostro, il processo di crescita e di autorealizzazione ne risulterebbe solo ostacolato. Qualunque sollievo a breve termine legato ad un intervento esterno, interferirebbe con la crescita a lungo termine, in quanto manterrebbe in voi un ruolo e un’immagine svalutata, dipendente e passiva. La riappropriazione del senso di responsabilità, la consapevolezza delle vostre risorse, la sperimentazione della vostra progressiva efficacia saranno i mattoni con i quali potrete ricostruire autonomia e benessere.

 

 

LA MIA IDEA DI MALATTIA

Apprendimento di Strategie di Sopravvivenza


La malattia mentale nelle sue varie forme può essere vista come la distorsione dello sforzo che l’individuo compie per attuare le proprie potenzialità. Nel corso della nostra storia, in primis nell’infanzia, abbiamo elaborato una serie di strategie per sopravvivere nel mondo e ottenere la soddisfazione dei nostri bisogni più importanti. Quando queste strategie, invece di essere costantemente aggiornate e adeguate alle situazioni nuove e alle nostre crescenti capacità di adulti, vengono applicate in modo rigido e anacronistico ecco che la naturale tendenza all’autorealizzazione si inceppa.

Immagine di sé

Se non vi è corrispondenza tra gli attributi che il soggetto crede di possedere e quelli che effettivamente possiede, egli non si sviluppa in modo unitario, autonomo e soddisfacente (questo può verificarsi ad esempio nel caso in cui siano sorti problemi nel corso dello sviluppo della personalità, durante l’infanzia, momento in cui il bambino ha bisogno di essere considerato positivamente e accettato senza condizioni). La persona perde il contatto con sé, con i propri stati d’animo e con le proprie risorse, con le proprie esperienze attuali, vive un conflitto interiore per cui si blocca nella libertà di crescere positivamente o di effettuare scelte in maniera ottimale. Quando la persona si preoccupa eccessivamente delle valutazioni, delle esigenze e delle preferenze altrui, la sua esistenza non è più guidata dalla tendenza innata all’autorealizzazione.

 

Integrità Psico-Somatica

Non ha senso parlare di cure organiche contrapposte a quelle psichiche. Le malattie non sono né solo fisiche né solo psichiche. Tutte possono essere studiate e affrontate sia da un punto di vista biologico che da un punto di vista psicologico, con risultati diversi, che possono rivelarsi più o meno utili a seconda delle circostanze. Compito del terapeuta, medico o psicologo che sia, è quello di valutare la situazione dalle diverse prospettive, privilegiando l’una o l’altra a seconda dei diversi momenti e bisogni del paziente, integrandole invece quando è necessario. Nessun punto di vista comprende tutti i punti di vista, nessuno è superiore all’ altro. A volte può essere che un intervento, in quel dato momento, sia più indicato ed urgente dell’altro. Per affrontare i problemi umani è necessario l’apporto di varie discipline e lo sviluppo di trattamenti integrati che considerino non solo gli aspetti di natura biologica, ma anche quelli psicologici, relazionali, sociali, ambientali.

 

 

LA MIA IDEA DI SALUTE


 

Le persone sane sono mosse dall’innata spinta alla trasformazione e all’autorealizzazione. Sanno realizzare il loro potenziale di adulti aggiornando in modo flessibile e creativo le strategie usate per affrontare la vita. Evitano quindi di attivare o perseverare in modo coatto in strategie anacronistiche, autodistruttive e disfunzionali.

Sono in grado di compiere scelte autonome, sono capaci di comportarsi in maniera adeguata ed efficace, sono consapevoli (di sé stesse, delle emozioni, dei pensieri, dei comportamenti, della situazione del momento, degli altri), sono spontanee (capaci di essere se stesse e di agire in modo diretto), non rispondono passivamente all’influenza dell’ambiente o alle proprie pulsioni interiori, sono capaci di comportamenti finalizzati e sanno darsi degli obiettivi, sono per loro natura amorevoli e rispettose verso gli altri e sanno stabilire rapporti di intimità (condivisione di emozioni autentiche).

La salute non può essere identificata con la semplice mancanza di sofferenza o con il semplice adattamento all’ambiente. Il processo di crescita e di autorealizzazione si nutre dell’impegno creativo della persona nella realizzazione del proprio progetto esistenziale, reclama un stile di vita dove non ci si riduce a semplice ingranaggio del sistema, ma si ci si muove a partire dalla ricerca del significato delle proprie esperienze e della propria esistenza.

 

LA MIA IDEA DI PERSONA

 

Ognuno è ok. La persona, in quanto tale, è degna di rispetto e accettazione

Ogni essere umano ha valore ed è degno di rispetto in quanto tale, nella sua essenza, indipendentemente da razza, religione, età, preferenze sessuali, risultati raggiunti nella vita, ecc. Si può non accettare un comportamento dell’altro ma è importante sempre rispettare l’essere umano.

Ognuno ha la capacità di pensare

Ad eccezione di chi ha avuto gravi danni cerebrali tutti abbiamo la capacità di pensare, di ragionare, di valutare ciò che viviamo, di fare delle scelte. Per quanto siano forti gli inviti e le pressioni degli altri, per quanto siano drammatiche le circostanze della vita, siamo sempre noi a scegliere la posizione che assumiamo rispetto ad esse. Abbiamo la capacità e il potere di affrontare la realtà, abbiamo la responsabilità della nostra esistenza.

 

Ognuno decide il proprio destino e queste decisioni, se portano risultati negativi, possono essere cambiate

Abbiamo cominciato sin da piccoli a prendere decisioni su ciò che era giusto o sbagliato, utile o non utile fare o essere, per essere amati e soddisfatti. Su queste decisioni (riguardanti noi stessi, gli altri, la vita…) abbiamo strutturato tutta la nostra esistenza. Molte di queste decisioni ci portano risultati negativi e dolorosi. Ogni decisione presa può essere cambiata con una nuova decisione che ci consenta di essere soddisfatti.

 

Tendenza naturale all’autorealizzazione

Ogni persona possiede una forte spinta ad adattarsi, migliorarsi, realizzarsi. Ogni uomo tende per natura ad aprirsi alle esperienze, ad essere responsabile, creativo e costruttivo. Non sono le pulsioni istintuali a motivare l’uomo, ma piuttosto il bisogno di conoscere, di esprimersi, di relazioni gratificanti e di autorealizzazione.

 

Potenzialità

L’uomo è “poter essere”, potenzialità, flessibilità. L’idea di una natura dell’uomo, intesa come insieme statico e dato di caratteri costitutivi è una visione riduttiva e svalutante di esso. L’uomo non è qualcosa di “dato”, anzi, quello che lo distingue dalle cose (semplici presenze) è proprio il fatto di rapportarsi alle possibilità di essere. L’uomo oltrepassa incessantemente la realtà in direzione della possibilità, trascende se stesso in un progetto che tratteggia un mondo di significati possibili.

 

Complessità

L’uomo va compreso sempre nella complessità e nella totalità dell’esperienza soggetto/oggetto, mente/corpo, individuo/società, realtà oggettiva/trascendenza.

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